Referente di una cellula d’integralismo islamico bloccato a Pachino e espulso

04 Gennai 2017

Fonte: Siciliaweb

 

 

 

 

Dalla città più meridionale d’Italia si apprende dell’esistenza di un gruppo radicato di extra comunitari sensibilizzato dagli esclusivisti islamici.

 

 

 

 

Pachino, espulso pericoloso tunisino

Secondo l’intelligence italiana, Jilani Ben Mahmoud, 46 anni, farebbe parte di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico. La Digos: “Personaggio carismatico”
 
SIRACUSA –  Il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, ha emesso un provvedimento di espulsione dal territorio per motivi di sicurezza nazionale nei confronti di Jilani Ben Mahmoud, tunisino di 46 anni.
Secondo quanto accertato dalla Digos, Ben Mahmoud, non in regola con le norme sul soggiorno in Italia, “farebbe parte di un sodalizio ispirato al radicalismo islamico, di fondata pericolosità”, presente a Pachino (Siracusa).

Nel dicembre scorso era stato segnalato dai servizi d’intelligence in ambito di cooperazione internazionale, in quanto alcuni componenti del sodalizio erano in contatto con un minorenne francese di origine italiana, già noto alle autorità d’oltralpe poiché molto attivo in forum di discussione jihadista e intenzionato a raggiungere il teatro siro-iracheno.
Jilani era stato attenzionato anche dal Dap perché, mentre era detenuto per violazione delle norme sul soggiorno in Italia, aveva assunto nella struttura una rilevante posizione di leadership tra i detenuti di fede islamica.

“Facciamo moltissima prevenzione e tramite gli uffici competenti, la Digos innanzitutto ed i commissariati sul territorio, abbiamo un monitoraggio costante dei centri di aggregazione. Sono attività lunghe e complesse che portano spesso a risultati concreti” ha sottolineato il questore di Siracusa, Mario Caggegi.

L’indagine della Digos è iniziata diversi anni fa. Come ha spiegato il dirigente Vincenzo Frontera, l’uomo era da tempo sotto controllo. Un personaggio carismatico capace di creare attorno a sé, sia a Pachino che in carcere dove era stato trasferito per espiare una pena, un gruppo di seguaci. L’attività è ancora in corso, ma per Jilani Ben Mahmoud è scattato il rimpatrio in Tunisia.