11 Dicembre 2023 Fonti: varie
NESSUN PATTEGGIAMENTO E’ DOVUTO
FRANCIA E ITALIA DEVONO BLOCCARE DEFINITIVAMENTE I TENTAVI SEMPRE PIU’ SCOPERTAMENTE MALDESTRI DI UNA FINANZA E DI UN GOVERNO TEDESCHI SEMPRE PIU’ RIOTTOSI E TRUFFALDINI, E DI UNA FINANZA E DI UN GOVERNO OLANDESE DEDITI AI MEGA INCASSI PARASSITARI TRAMITE LA MACCHINA DELLE FACILITAZIONI FISCALI IN FAVORE DEI MAGGIORI CONTRIBUENTI DI ALTRI PAESI COMUNITARI.
OTTENERE LA CHIUSURA DEFINITIVA DEL MES E IL RIMBORSO DELLE QUOTE VERSATE A TUTTI GLI STATI CHE FINORA HANNO OPERATO IL TRASFERIMENTO MONETARIO.
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Diseconomie italiane (gigantesche) e non solo francesi e italiane di ieri e di oggi, instabili patti di stabilità e marchingegni atti a eludere la frode della ricchezza italiana, già erosa sin dalla nascita dell’ecu e del ‘non commisurato’ euro.
Una carrellata di richiami attuali e più recenti e meno recenti e d’importanti riferimenti relativi al diretto, pericolosissimo contesto della trappola (che vorrebbe agganciare l’esistenza del MEF al Patto di Stabilità) e ad alcune delle tante tangenti delle problematiche finanziarie e monetarie dei governi nazionali europei e dell’UE.
Mes, ecco come e perché la Germania può sbancare il fondo Sfr
Il funzionamento del Fondo di Risoluzione Unico (Srf), i timori di Berlino sulle banche tedesche e il caso Signa. L’approfondimento di Giuseppe Liturri
3 Dicembre 2023 11:13
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Mes, ecco come e perché la Germania può sbancare il fondo Sfr
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Dopo mesi durante i quali i maggiori quotidiani di questo Paese ci hanno preannunciato la ormai certa ratifica da parte delle Camere del Trattato del Mes, mercoledì 22 la Camera ha rinviato ancora il prosieguo dell’esame in assemblea del disegno di legge di ratifica presentato dall’opposizione. Se ne riparlerà, forse, dopo l’Eurogruppo e il Consiglio Ecofin del 7 e 8 dicembre. Nel frattempo, i toni dell’Eurogruppo sono diventati ultimativi e, negli ultimi solleciti, hanno posto particolarmente l’accento su un aspetto della riforma di questo Trattato. Si tratta del prestito “paracadute” (backstop) che il Mes dovrebbe essere pronto ad erogare al Fondo di Risoluzione Unico (Srf) per la gestione delle crisi bancarie.
Sembra una faccenda molto tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma non è affatto così. È in gioco uno dei pilastri dell’Unione Bancaria (il secondo pilastro), senza la quale l’unione monetaria rischia la dissoluzione, sfiorata durante la crisi del debito 2010-2012 e dalla cui traumatica esperienza è nato il progetto della vigilanza e della risoluzione unica. Il terzo pilastro (garanzia comune sui depositi bancari) è ancora di là da venire.
Quello che gli interessati solleciti provenienti da Bruxelles e Lussemburgo (sede del Mes) si rifiutano però di spiegare è quali siano le motivazioni della loro pressione e, in particolare, perché è necessario e addirittura urgente dotare il Srf di un prestito paracadute aggiuntivo rispetto alle risorse disponibili.
La risposta è che il Srf non ha le gambe per camminare da solo o almeno è troppo fragile per farlo. Infatti dal prossimo 1 gennaio non potrà più contare sui prestiti paracadute di pronto intervento concessi dai 20 Stati membri. L’impegno assunto dagli Stati nel febbraio 2017 è ormai prossimo alla scadenza. E allora il Srf ha disperatamente bisogno di un altro soccorritore pronto con il suo paracadute. Per questo (inconfessabile) motivo l’Eurogruppo sta brigando dal 2018 per trovare un ruolo al Mes – politicamente e finanziariamente tossico nel ruolo di prestatore a favore degli Stati membri che hanno perfino rifiutato in blocco il prestito “pandemico” – e, al contempo, assicurarsi che il Srf riesca a reggere l’urto della gestione di una crisi bancaria a partire da gennaio. Da quel giorno non esisterà più il paracadute degli Stati e rischia di non esserci quello del Mes.
Bisogna infatti sapere che il Srf a fine 2022 contava su circa 63 miliardi di liquidità e titoli pronti per essere impiegati in varie modalità in caso di crisi di una banca. L’obiettivo è quello di giungere a circa 80 miliardi entro fine anno. Poco meno del 1% dei depositi bancari dell’intera eurozona, pari a circa 9.000 miliardi. Per avere un’idea della gracilità del Srf …..
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